Daniela Magrì
Psicoterapeuta
p.zza Attilio Omodei Zorini, 33/34 | Roma, 00166 | 340 9332052

riflessioni cliniche


LA CURIOSITA’ PER GLI STATI INTERNI
17 febbraio 2019

Come stai? Ora, mentre leggi. In che posizione sei? Seduto, sdraiato? Cosa senti sotto il sedere? E sotto i piedi? Con che forza i piedi sono appoggiati sul pavimento, se lo sono? In che posizione sei? Come mai proprio questa? E’ comoda? Come stanno i tuoi piedi? Asciutti, umidi, doloranti, freschi di doccia? E le tue gambe? Le tue cosce sono rilassate o contratte?

La tua pancia è piena? Troppo piena? O hai fame? E’ gonfia? Come ti fa sentire? La sensazione che provi alla pancia influisce su qualche altro punto del tuo corpo? Ci son elastici o cinture che la comprimono? E la tua schiena? Stai dritto o piegato in avanti? Come mai? Ci sono dei punti di tensione alla schiena? Dei muscoli che provano dolore? Stai mantenendo una posizione particolare a causa di questi eventuali dolori? Dove provi tensione? A cosa è dovuta? E’ forse successo qualcosa pochi minuti fa che ti ha fatto irrigidire? O si irrigidisce ora che ci presti attenzione? Mentre ci fai caso cambia? E, se non provi alcun dolore né tensione, che sensazione provi se ti concentri sul fatto di non averne?

Le tue braccia come stanno? Le spalle sono stanche? I muscoli del collo sentono il peso della testa? Gli pesa più la testa o i pensieri che contiene? La senti la cute della testa? Senti la sensazione dei capelli? Se hai mai tenuto i capelli stretti in un elastico per una intera giornata e poi lo hai tolto, hai presente la sensazione che si prova: in questo momento i muscoli della tua testa assomigliano più a quando tieni l’elastico o al momento immediatamente dopo quello in cui lo togli? E se ti concentri sui muscoli della testa, cosa fanno i muscoli della tua faccia? Le guance? La mandibola? I denti? Qualcosa si rilassa? E gli occhi come si sentono? Affaticati? Che espressione pensi abbia il tuo viso?

Alla tua pelle piace il contatto con i vestiti che indossi? Ne preferirebbe altri? Qualche parte del tuo corpo vorrebbe assumere un'altra posizione? Puoi fare qualcosa per assecondarne le richieste? E ora come stai?

Hai appena passato qualche minuto a concentrarti sul tuo corpo e hai dovuto rispondere a tante domande dopo il “Come stai?” iniziale. Forse la prima e l’ultima risposta sono state diverse, pur rispondendo alla stessa domanda. Ci sarebbero voluti diversi minuti per dare tutte queste risposte a qualcuno ad alta voce, ed avresti forse usato metafore come quella dell’elastico per farlo. Hai forse dovuto porre attenzione per un tempo di qualche secondo prima di poter rispondere a qualche domanda. Sicuramente mentre leggevi la tua mente ha risposto, magari molto velocemente, e per farlo ha dovuto scorrere tutto il corpo.

La serie di domande potrebbe essere ancora più lunga e la serie di cose da notare e da dire “solo” sullo stato del proprio corpo è virtualmente infinita. Ti sarai forse stupito di quante cose nuove possono essere notate sul proprio corpo, che è qualcosa con cui hai costantemente a che fare, se ci fai attenzione. A me è successo la prima volta.

Ora prova ad immaginare di porre la stessa attenzione anche al resto dei tuoi stati interni: emozioni, pensieri e le relazioni tra esse tra loro e tra loro ed il corpo ed i comportamenti. Non sei curioso di cosa verrebbe fuori?

Nella foto: canvas di Cristian Blanxer